17 ottobre 2026 · Redazione Coviello Brevetti · Approfondimento informativo, non valutazione di una pratica individuale.
Una scadenza EPO mancata non significa sempre abbandono definitivo della domanda. Se il termine è recuperabile, la prosecuzione della procedura, o further processing, richiede il pagamento della relativa tassa e il compimento dell’atto omesso entro due mesi dalla comunicazione pertinente. Prima di agire occorre identificare il termine, verificarne le esclusioni e ricostruire le notifiche: non basta pagare una maggiorazione indistinta.

Che cosa può recuperare la prosecuzione della procedura EPO
L’articolo 121 della Convenzione sul brevetto europeo disciplina il rimedio a disposizione del richiedente che non rispetta un termine nei confronti dell’Ufficio europeo dei brevetti. Se la richiesta è accolta, le conseguenze giuridiche dell’inosservanza si considerano non verificate. Non è però una concessione del brevetto: l’esame riprende e restano da superare eventuali obiezioni tecniche o giuridiche.
Per l’impresa la prima domanda non è «quanto costa riattivare il brevetto?», ma «quale adempimento non è stato eseguito e quale effetto ha prodotto?». Una domanda considerata ritirata, una perdita parziale di diritti e un provvedimento di rifiuto non sono etichette da usare indifferentemente. La classificazione dell’evento orienta il rimedio e il lavoro necessario.
Comunicazione di perdita di diritti: errore dell’Ufficio o omissione reale?
La regola 112 EPC sulla constatazione della perdita di diritti distingue la comunicazione dell’Ufficio dalla decisione richiesta da chi ritiene inesatta quella constatazione. In quest’ultimo caso è previsto un termine di due mesi dalla comunicazione per chiedere una decisione sulla questione. Contestare un errore e recuperare un’omissione effettiva rispondono a presupposti diversi.
Un esempio pratico: l’azienda sostiene di avere pagato. Prima di formulare una richiesta, occorre confrontare numero della domanda, importo, data rilevante, causale e ricevuta. Se invece il pagamento manca davvero, insistere genericamente sull’errore dell’Ufficio non sostituisce il rimedio appropriato. Le due valutazioni vanno coordinate senza presumere che una contestazione sospenda ogni altra scadenza.

Il termine di due mesi e l’atto da completare
La regola 135 EPC sulla prosecuzione impone due adempimenti entro la finestra prevista: versare la tassa prescritta e compiere l’atto omesso. Il termine decorre dalla comunicazione riguardante il mancato rispetto del termine o la perdita di diritti, non dalla data in cui il responsabile aziendale legge una segnalazione interna. La richiesta è rivolta all’organo competente per l’atto omesso.
Prima di fissare l’ultima data utile, bisogna recuperare il documento integrale, non soltanto l’oggetto della mail inoltrata. La disciplina EPO delle notifiche elettroniche contiene una presunzione di consegna riferita alla data del documento e salvaguardie specifiche in caso di mancata o tardiva ricezione. Non va applicata automaticamente la vecchia aggiunta generalizzata di dieci giorni.
Il calcolo segue inoltre la regola 131 EPC sui termini: due mesi non equivalgono necessariamente a sessanta giorni. Nella scheda della pratica conviene separare data del documento, data rilevante della notifica, scadenza calcolata e termine interno anticipato. Eventuali proroghe o particolarità del calendario richiedono un controllo specifico, non un arrotondamento prudenziale fatto a memoria.
Una risposta generica non completa l’adempimento
Le Guidelines EPO 2026, sezione E‑VIII, 2 precisano che, quando manca una risposta sostanziale, una semplice richiesta procedurale non basta. Chiedere soltanto una procedura orale non rimedia, per esempio, all’omessa replica sul merito. Va predisposta la risposta pertinente, con gli eventuali documenti necessari.
Se l’omissione riguarda obiezioni emerse dalla ricerca, il lavoro parte dal rapporto di ricerca e dall’opinione scritta, non da una lettera standard. Occorre individuare i rilievi ancora aperti e consegnare al professionista la versione corretta di descrizione, disegni e rivendicazioni.
Quanto costa il rimedio: tasse EPO 2026 e budget della pratica
La decisione CA/D 9/25, pubblicata nel Giornale ufficiale EPO 2026, A2 stabilisce gli importi applicabili ai pagamenti dal 1° aprile 2026. Per la prosecuzione, il ritardo nel pagamento di una tassa comporta il 50% della tassa interessata; per gli altri casi è indicato un importo fisso di 315 euro. Anche gli atti della regola 71(3) hanno una voce fissa di 315 euro, ferma la verifica degli adempimenti concretamente omessi.
| Situazione da esaminare | Controllo economico necessario |
|---|---|
| Tassa originaria non pagata | Tassa omessa più tassa di prosecuzione calcolata sulla voce pertinente. |
| Risposta o altro atto non eseguito | Voce fissa applicabile e costo professionale dell’adempimento. |
| Più omissioni nella stessa pratica | Distinguere termini autonomi da un unico atto procedurale composto. |
Il preventivo dovrebbe separare tasse ufficiali, analisi del fascicolo, preparazione della risposta e coordinamento tecnico. Una sola comunicazione può riguardare più omissioni: il numero delle lettere ricevute non è un criterio affidabile per determinare quante tasse siano dovute. Nelle pratiche prossime alla concessione è utile rileggere la checklist sulla comunicazione EPO 71(3), senza confondere il rimedio con l’approvazione del testo.
Quando la prosecuzione non è disponibile
Non tutte le scadenze sono recuperabili attraverso questo meccanismo. Fra le esclusioni figurano il termine di priorità previsto dall’articolo 87(1), i termini di ricorso dell’articolo 108 e quelli per chiedere la stessa prosecuzione o la reintegrazione. La regola 135(2) contiene ulteriori esclusioni: l’elenco va letto rispetto alla disposizione che ha generato la scadenza.
Un’attenzione particolare riguarda le annualità della domanda europea e i termini della regola 51 richiamati fra le esclusioni. Non è corretto trasporre automaticamente la soluzione prevista per una replica mancata a un mancato rinnovo. La guida sulle annualità brevettuali e sui diversi regimi di mantenimento serve a distinguere fase europea, titoli nazionali e altre forme di protezione.
Reintegrazione dei diritti: un rimedio diverso e più rigoroso
L’articolo 122 EPC sulla reintegrazione dei diritti richiede che l’inosservanza si sia verificata nonostante tutta la diligenza imposta dalle circostanze. Non basta dichiarare di avere dimenticato la scadenza. Sono rilevanti i fatti e l’organizzazione concreta che avrebbero dovuto evitare l’errore; l’accoglimento non è garantito.
La regola 136 EPC prevede, in via generale, richiesta scritta entro due mesi dalla cessazione della causa dell’inosservanza e comunque entro un anno dalla scadenza mancata, con eccezioni per determinati termini. Occorre motivare, esporre i fatti, pagare la tassa e completare l’atto omesso. La reintegrazione non è disponibile per un termine per cui è ammessa la prosecuzione; l’eventuale mancato rispetto del termine per quest’ultima richiede un’analisi separata.

Il dossier da preparare prima di affidare il recupero
Questa è una checklist organizzativa, non un elenco di requisiti aggiuntivi dell’EPO. Serve a rendere possibile una valutazione tempestiva e a evitare che l’urgenza produca un secondo errore:
- Identificativi: numero della domanda, richiedente attuale, famiglia e referente autorizzato a decidere.
- Comunicazioni: documenti integrali, allegati e dati disponibili della notifica, compresi quelli della Mailbox.
- Pagamenti: ricevute, ordini impartiti, importi e collegamento alla domanda corretta.
- Contenuto tecnico: ultima versione depositata e istruzioni sulle possibili modifiche.
- Cronologia: chi ha ricevuto l’atto, quando l’omissione è stata scoperta e quali azioni sono seguite.
- Decisione aziendale: interesse al mantenimento, budget approvato e responsabile della consegna dei documenti.
Se nel frattempo è cambiato il titolare, va verificata anche la catena documentale. L’approfondimento sulla cessione della domanda EPO e sulle prove del trasferimento aiuta a non confondere una trattativa conclusa con l’allineamento del fascicolo. Il recupero della scadenza e la documentazione della titolarità sono attività collegate, ma non intercambiabili.
All’interno dell’impresa è utile assegnare un unico responsabile del coordinamento e una verifica indipendente dell’invio finale. Il verbale operativo dovrebbe registrare documenti utilizzati, istruzioni approvate, ricevute e prossima scadenza. Conservare soltanto la mail «abbiamo provveduto» rende più difficile ricostruire che cosa sia stato effettivamente eseguito.
FAQ: scadenze EPO e prosecuzione della procedura
Posso chiedere la prosecuzione prima della comunicazione di perdita di diritti?
Le Guidelines ammettono la richiesta anche dopo la scadenza mancata e prima della relativa comunicazione. Bisogna comunque verificare disponibilità del rimedio, adempimento omesso e tassa corretta: non è una richiesta preventiva utilizzabile prima dell’omissione.
Pagare la tassa è sufficiente?
No. Entro il termine deve essere completato anche l’atto omesso. Se manca una risposta sostanziale, il solo pagamento non rende ammissibile la richiesta.
La prosecuzione prova che l’invenzione è brevettabile?
No. Riguarda le conseguenze dell’inosservanza di un termine; non elimina rilievi su novità, attività inventiva, chiarezza o altri requisiti della domanda.
Posso usare lo stesso rimedio per qualsiasi annualità?
No. Occorre identificare titolo, fase e norma applicabile. Le annualità della domanda europea seguono una disciplina specifica e non vanno assimilate alle repliche dell’esame.
Che cosa inviare subito al professionista?
Numero della domanda, comunicazione integrale, dati della notifica, ricevute di pagamento e cronologia essenziale. Segnalare subito l’urgenza; il form di contatto non sospende né proroga le scadenze.
Verifica la scadenza e il percorso corretto per la domanda
Per valutare un’omissione concreta, richiedi una consulenza sulla tua pratica brevettuale, indicando numero della domanda, ufficio e data della comunicazione. Per le attività brevettuali lo Studio Legale Coviello illustra i propri servizi e le collaborazioni con consulenti esterni. Ambito dell’incarico, rappresentanza e competenze necessarie vanno definiti sul caso concreto.
Riferimenti professionali: team e profilo dell’Avv. Carmine Coviello. Fonti ufficiali e tariffe verificate al 17 ottobre 2026. Questo contributo riguarda la procedura europea davanti all’EPO, non sostituisce una valutazione professionale e non estende automaticamente i rimedi alle procedure nazionali o al brevetto unitario.