Ricorso EPO contro il rifiuto: termini, motivi e dossier per l’impresa
Aggiornato al 23 ottobre 2026. A cura della Redazione Coviello Brevetti – Studio Legale Coviello. Questa guida riguarda soprattutto il ricorso del richiedente contro il rifiuto in esame; i ricorsi in opposizione presentano ulteriori questioni legate alle altre parti.

Ricevere un rifiuto non significa soltanto decidere se continuare a spendere sulla pratica. Significa individuare quale parte del ragionamento dell’esaminatore sia contestabile, quali modifiche siano ancora utilizzabili e quale prodotto verrebbe effettivamente protetto. La decisione sul ricorso deve nascere da questo confronto, insieme al rappresentante abilitato davanti all’EPO.
Un dossier ben organizzato consente di distinguere l’errore giuridico o tecnico da una semplice insoddisfazione per l’esito. Permette inoltre di approvare budget e istruzioni prima che scadano i termini, evitando che la scelta venga compiuta soltanto nell’imminenza del deposito.
Quale decisione si può impugnare e chi può farlo
L’articolo 106 EPC sulle decisioni impugnabili comprende le decisioni delle divisioni di esame. Una comunicazione che solleva obiezioni, invece, deve essere distinta da una decisione di rifiuto: richiede normalmente una risposta nel procedimento pendente. Il documento completo e il suo dispositivo sono quindi il primo elemento da acquisire.
L’articolo 107 EPC sulla legittimazione al ricorso consente l’impugnazione alla parte pregiudicata dalla decisione. Per un’impresa questo comporta il controllo del richiedente attuale, di eventuali trasferimenti e delle istruzioni conferite. Se la domanda è stata ceduta, la ricostruzione descritta nella guida alla cessione della domanda EPO e alle prove del trasferimento aiuta a identificare i documenti da verificare.
Il ricorso ha effetto sospensivo ai sensi dell’articolo 106, ma ciò non equivale alla concessione del brevetto o a una previsione favorevole sull’esito. La strategia commerciale deve restare coerente con lo stato della domanda e con gli altri adempimenti ancora dovuti.
Due mesi per il ricorso, quattro per la memoria dei motivi
L’articolo 108 EPC sui termini e sulla forma del ricorso stabilisce due scadenze che partono dallo stesso evento: la notifica della decisione. L’atto va depositato entro due mesi e il ricorso non è considerato presentato finché non viene pagata la tassa. La memoria motivata deve arrivare entro quattro mesi dalla notifica, non dal giorno in cui si è depositato l’atto.
| Adempimento | Termine previsto | Controllo interno |
|---|---|---|
| Atto di ricorso | Due mesi dalla notifica della decisione. | Decisione identificata, ricorrente corretto e oggetto dell’impugnazione. |
| Pagamento della tassa | Da completare nel termine di due mesi per il ricorso. | Importo applicabile, modalità e prova del pagamento. |
| Memoria dei motivi | Quattro mesi dalla stessa notifica. | Risposta alle ragioni decisive, richieste, fatti e prove. |
| Approvazione aziendale | Data interna anteriore alle scadenze legali. | Budget, perimetro di tutela utile e decisore reperibile. |
La notifica va verificata nel fascicolo. La regola 127 EPC sulla notifica elettronica prevede, nel regime vigente alla data di questa guida, la consegna presunta alla data riportata sul documento, con specifiche salvaguardie per mancata o tardiva ricezione. Non si deve aggiungere automaticamente il vecchio intervallo di dieci giorni. Festività, indisponibilità dei servizi e circostanze della consegna richiedono un calcolo professionale documentato.

Che cosa deve contenere la memoria
La regola 99 EPC sul contenuto del ricorso distingue l’atto introduttivo dalla motivazione. Quest’ultima deve indicare le ragioni per annullare la decisione o modificarla, insieme ai fatti e alle prove su cui il ricorso si fonda. Non basta allegare le osservazioni precedenti e chiedere una nuova valutazione.
Il lavoro utile è costruire una corrispondenza tra ciascuna ragione decisiva del rifiuto e una risposta specifica. Per esempio: quale passaggio del documento anteriore è stato interpretato diversamente? Quale caratteristica tecnica manca nella combinazione ritenuta ovvia? Dove si trova il supporto originario di una modifica? Quale versione delle rivendicazioni supera l’obiezione e perché?
Una struttura efficace può contenere una cronologia essenziale, l’individuazione delle richieste, una sezione per ogni questione decisiva e un indice degli allegati. I riferimenti dovrebbero indicare pagina, paragrafo, figura o numero di rivendicazione, così che il lettore possa verificare l’argomento senza ricostruirlo da solo.
La recente decisione T 0403/24 del 24 settembre 2026 richiama il problema di un ricorso non sufficientemente motivato. Il richiamo serve a evidenziare il requisito procedurale: non permette di prevedere l’esito di un diverso fascicolo.
Nuove richieste e prove: preparare il caso fin dall’inizio
Gli articoli 12 e 13 del regolamento di procedura delle commissioni di ricorso richiedono un caso completo e disciplinano l’ammissione delle modifiche successive. Il ricorso ha come scopo principale il riesame della decisione in sede giurisdizionale. Nuove richieste, fatti o prove possono essere soggetti a limiti: il loro deposito non ne garantisce l’ammissione.
Per ogni richiesta alternativa occorre spiegare che cosa cambia, quale motivo di rifiuto viene affrontato e perché la richiesta possa essere esaminata in quella fase. È importante conservare anche la storia delle richieste già presentate, ritirate o non ammesse in primo grado. Una versione interessante dal punto di vista tecnico può incontrare un ostacolo procedurale.
Restano inoltre i requisiti sostanziali, compreso il divieto di estendere il contenuto rispetto alla domanda originaria. La guida sulla materia aggiunta nelle modifiche EPO aiuta a predisporre la tabella di supporto per ciascuna caratteristica. Il dossier preparato per le procedure orali in primo grado fornisce materiali utili, ma deve essere riorganizzato intorno alla decisione impugnata.
Revisione pregiudiziale e possibili esiti
Nel ricorso del richiedente contro il rifiuto può operare l’articolo 109 EPC sulla revisione pregiudiziale. Se l’organo che ha adottato la decisione considera il ricorso ammissibile e fondato, deve rettificare la propria decisione. Questa possibilità non si applica quando al ricorrente si contrappone un’altra parte del procedimento.
Se il ricorso non viene accolto entro tre mesi dalla ricezione della memoria, l’articolo 109 prevede la trasmissione alla commissione di ricorso. La rettifica del rifiuto non implica necessariamente una concessione immediata: occorre verificare quali questioni rimangano da esaminare e quali comunicazioni seguano.
Per il responsabile IP è utile distinguere almeno tre scenari di budget: prosecuzione dopo rettifica, discussione davanti alla commissione e decisione sfavorevole. Per ciascuno vanno valutati prodotti interessati, mercati, accordi e importanza del perimetro ottenibile.
Tassa di ricorso e costo del dossier nel 2026
La decisione CA/D 9/25 sulle tasse EPO, applicabile dal 1° aprile 2026, voce 11, indica 2.925 euro per il ricorso presentato da soggetti diversi da quelli richiamati nella regola 7a, paragrafo 2, lettere da a) a d), e 2.015 euro per i soggetti ricompresi in tale richiamo. L’importo va selezionato verificando la categoria effettiva e gli adempimenti richiesti: la dimensione percepita dell’impresa non basta.
La tassa ufficiale è distinta dal compenso per l’analisi della decisione, le modifiche tecniche, la redazione dei motivi, le prove e l’assistenza successiva. Per decidere, conviene chiedere un preventivo con attività, responsabilità e fasi. Il costo già sostenuto nel deposito è un dato storico; il valore commerciale della tutela ancora conseguibile è il criterio prospettico.

Scadenza mancata: verificare subito il rimedio corretto
L’articolo 121, paragrafo 4, EPC esclude la prosecuzione della procedura per i termini dell’articolo 108. Non è quindi corretto applicare automaticamente il rimedio utilizzabile per altre scadenze della domanda. La guida sulla prosecuzione della procedura EPO chiarisce il diverso ambito dello strumento.
Se emerge un ritardo, occorre conservare immediatamente decisione, ricevute, registri delle comunicazioni e circostanze dell’omissione, affidandoli al rappresentante. Eventuali altri rimedi hanno requisiti e termini propri; nessun recupero può essere promesso senza analizzare fatti e documenti.
Checklist aziendale prima di autorizzare il deposito
- Acquisire decisione completa, prova della notifica e fascicolo aggiornato.
- Calcolare separatamente atto, pagamento e memoria, con un secondo controllo.
- Verificare richiedente attuale, trasferimenti e rappresentanza EPO.
- Elencare tutte le ragioni decisive del rifiuto e la risposta prevista per ciascuna.
- Identificare richieste, basi originarie e problemi di ammissione.
- Collegare le rivendicazioni al prodotto e al perimetro commerciale minimo utile.
- Approvare budget, responsabile interno e istruzioni sulle alternative.
- Controllare file trasmessi, allegati, pagamento e ricevute definitive.
Un esempio organizzativo: se il rifiuto poggia sia sull’attività inventiva sia sulla materia aggiunta, la nota al decisore deve affrontare entrambi i punti e spiegare quali richieste li superino. Dimostrare soltanto l’utilità commerciale del prodotto non risolve nessuna delle due questioni.
Domande frequenti sul ricorso EPO
Quanto tempo ho per impugnare il rifiuto di una domanda EPO?
L’articolo 108 EPC prevede due mesi dalla notifica per depositare l’atto di ricorso e pagare la tassa. La memoria dei motivi deve essere depositata entro quattro mesi dalla stessa notifica. Il calcolo concreto richiede il controllo della decisione e delle regole applicabili.
I quattro mesi decorrono dal deposito del ricorso?
No. Il termine della memoria decorre dalla notifica della decisione impugnata. Depositare prima o dopo l’atto di ricorso non sposta questo evento iniziale.
Posso limitarmi a ripresentare le osservazioni già inviate all’esaminatore?
La memoria deve confrontarsi con le ragioni della decisione e spiegare perché siano errate o come le richieste proposte le superino. Ripetere gli scritti senza questo collegamento può non soddisfare l’obbligo di motivazione.
Il ricorso riapre liberamente la possibilità di modificare le rivendicazioni?
No. Nuove richieste, fatti e prove sono soggetti alle regole delle commissioni di ricorso. L’ammissibilità va giustificata e ogni modifica deve rispettare anche i requisiti sostanziali, compreso il divieto di materia aggiunta.
Posso usare la prosecuzione della procedura se perdo il termine del ricorso?
L’articolo 121, paragrafo 4, EPC esclude la prosecuzione della procedura per i termini dell’articolo 108. Eventuali altri rimedi richiedono una valutazione immediata dei presupposti e non sono automatici.
Che cosa serve per una prima valutazione del ricorso?
Decisione completa, informazioni sulla notifica, fascicolo di primo grado, richieste esaminate, prove, ricevute dei depositi e obiettivi commerciali. Occorre inoltre verificare il richiedente attuale e il rappresentante abilitato davanti all’EPO.
Richiedi una consulenza sul dossier e sulla strategia brevettuale, allegando decisione, informazioni sulla notifica e fascicolo. L’analisi giuridica e tecnica consente di definire opzioni, budget e coordinamento con il rappresentante abilitato davanti all’EPO. Per il contesto dei servizi si può consultare la pagina dello Studio dedicata alla tutela dei brevetti e dell’innovazione.
Fonti e contesto editoriale. EPC, regolamento delle commissioni di ricorso, tariffario EPO e decisione T 0403/24, nelle pagine ufficiali linkate, consultati il 23 ottobre 2026. Tema selezionato dopo il confronto degli archivi e delle bozze dei cinque siti Coviello. La selezione si basa sulla pertinenza del tema e sulle fonti ufficiali; non vengono attribuiti volumi di ricerca, trend o risultati di traffico in assenza di dati verificabili. Le fotografie sono illustrative e non raffigurano casi o attività dello Studio.