Aggiornato all’8 ottobre 2026 · A cura dell’Avv. Carmine Coviello

In sintesi: dopo una prima domanda di brevetto, il titolare dispone normalmente di 12 mesi per depositare domande sulla stessa invenzione in altri Paesi o attraverso una procedura europea o PCT, rivendicando la priorità del primo deposito. La priorità non crea un brevetto mondiale e non allunga la durata del titolo: consente alle domande successive, per la materia già descritta nella prima domanda, di beneficiare della data iniziale rispetto agli eventi intervenuti nel frattempo. Il termine va pianificato con anticipo, perché nuovi contenuti tecnici aggiunti dopo il primo deposito non ricevono automaticamente la stessa data.
La regola nasce dalla Convenzione di Parigi. La sintesi ufficiale WIPO della Convenzione di Parigi indica dodici mesi per brevetti e modelli di utilità, mentre per marchi e disegni il periodo è di sei mesi. La differenza è essenziale: applicare al brevetto la scadenza prevista per un altro titolo, o viceversa, può compromettere la strategia internazionale.
Che cos’è la priorità brevettuale?
La priorità è il diritto di collegare una domanda successiva a una prima domanda regolare relativa alla stessa invenzione. Se i requisiti sono soddisfatti, nella valutazione dello stato della tecnica la materia coperta dalla priorità viene trattata come se fosse stata depositata alla data della prima domanda.
Questo meccanismo permette di iniziare con un deposito nazionale, raccogliere informazioni tecniche e commerciali e poi scegliere i mercati esteri senza dover presentare tutte le domande nello stesso giorno. Non significa, tuttavia, che durante l’anno di priorità l’impresa possa ignorare riservatezza, titolarità o qualità della descrizione. La prima domanda deve già rappresentare in modo adeguato ciò che si intende rivendicare in seguito.
Per impostare correttamente il punto di partenza è utile coordinare la strategia con la guida al deposito del brevetto in Italia presso UIBM: descrizione, rivendicazioni, disegni e dati del richiedente incidono sul valore del fascicolo prioritario.
Come si calcolano i 12 mesi?
Il periodo decorre dalla data di deposito della prima domanda di cui si rivendica la priorità. In termini pratici, se la prima domanda viene depositata il 10 ottobre 2026, il piano ordinario deve portare al deposito europeo, PCT o estero entro il corrispondente termine di ottobre 2027, tenendo conto delle regole di computo e degli eventuali giorni di chiusura dell’ufficio competente.
Le Linee guida EPO 2026 sulla valida rivendicazione di priorità richiedono, tra l’altro, che la domanda europea sia presentata nel periodo di dodici mesi e che il richiedente sia il titolare della prima domanda o il suo avente causa. Titolarità e trasferimenti vanno quindi risolti prima del deposito successivo, con documentazione coerente.
Attendere l’ultimo giorno aumenta inutilmente il rischio: servono tempo per scegliere i Paesi, tradurre i testi, verificare il soggetto che deposita, predisporre procure, reperire il documento di priorità e approvare il budget. Una scadenza interna anticipata di alcune settimane consente di gestire anomalie senza dipendere da un deposito urgente.

Che cosa protegge davvero la priorità?
La priorità vale soltanto per la materia che trova supporto nella prima domanda. Se la domanda successiva contiene una nuova variante, un intervallo di valori, un componente o un effetto tecnico non ricavabile dal testo originario, quella parte può non beneficiare della data iniziale. Avrà, in linea generale, la data del deposito successivo.
Per questo una prima domanda troppo sommaria può diventare un limite. Un concept commerciale, una presentazione generica o un testo che descrive soltanto il risultato desiderato non equivalgono a una descrizione tecnica completa. La domanda dovrebbe spiegare almeno una modalità di attuazione e fornire una base adeguata per le caratteristiche che potranno essere rivendicate.
Una ricerca di anteriorità prima del deposito aiuta a individuare le differenze tecniche da descrivere; il successivo rapporto di ricerca con categorie X, Y e A può fornire ulteriori indicazioni prima che scada l’anno di priorità. Nessuno dei due passaggi sostituisce però l’analisi della base testuale della prima domanda.
Quali percorsi si possono scegliere entro l’anno?
| Percorso | Quando è utile | Decisione principale |
|---|---|---|
| Depositi nazionali diretti | Pochi mercati già individuati | Selezionare subito Paesi, consulenti locali, traduzioni e costi |
| Domanda di brevetto europeo | Strategia concentrata sull’Europa | Avviare una procedura centralizzata davanti all’EPO e pianificare gli effetti territoriali |
| Domanda internazionale PCT | Più Paesi potenziali o mercati ancora da selezionare | Rinviare la scelta delle fasi nazionali o regionali, normalmente fino a 30 o 31 mesi secondo il Paese |
| Combinazione di percorsi | Esigenze diverse per territori o tempi | Coordinare domande dirette e PCT evitando lacune e costi duplicati |
La procedura PCT non rilascia un brevetto valido in tutto il mondo. Offre una fase internazionale comune, seguita dalle fasi nazionali o regionali nei territori scelti. La pagina WIPO su come depositare una domanda PCT ricorda che, per rivendicare la priorità, la domanda internazionale va normalmente presentata entro dodici mesi dal primo deposito. La guida dedicata al brevetto internazionale PCT, alle fasi e alle scadenze approfondisce cosa accade dopo quel deposito.
Quali documenti e controlli servono?
- numero, data e ufficio della prima domanda;
- copia certificata o accesso digitale al documento di priorità, quando richiesto;
- verifica del richiedente e della catena di titolarità;
- versione comparata tra primo testo e domanda successiva;
- elenco delle caratteristiche nuove sviluppate dopo il deposito;
- Paesi di produzione, vendita, licenza e presenza dei concorrenti;
- budget per deposito, traduzioni, esami, fasi nazionali e mantenimento;
- calendario con scadenza legale e scadenze operative anticipate.
Le istruzioni UIBM per le domande di brevetto illustrano il diritto di priorità di dodici mesi e i percorsi di estensione all’estero. Quando gli uffici partecipano al Digital Access Service, il codice DAS può facilitare lo scambio del documento di priorità; va comunque verificato che la domanda e gli uffici interessati siano coperti e che gli adempimenti siano stati completati.

Come usare strategicamente l’anno di priorità?
Primi tre mesi: consolidare la domanda
Si archiviano ricevuta e testo depositato, si controllano inventori e titolare, si mantiene la riservatezza e si documentano gli sviluppi. In questa fase è utile mappare concorrenti e mercati, senza dare per scontato che il Paese di vendita coincida con quello di produzione o con la sede del principale concorrente.
Dal quarto al nono mese: raccogliere dati
Si valutano ricerca e opinione scritta, risultati sperimentali, interesse degli investitori, capacità produttiva e canali commerciali. Se emergono miglioramenti, vanno descritti separatamente e occorre stabilire se richiedano una nuova domanda. Divulgazioni, fiere e trattative devono essere coordinate con il piano brevettuale; l’articolo su divulgazione e brevetto prima della presentazione pubblica spiega i principali rischi.
Dal decimo mese: chiudere le decisioni
Il portafoglio di Paesi deve essere tradotto in un incarico operativo: percorso scelto, testo definitivo, titolare, inventori, priorità, lingue, procure e disponibilità dei fondi. La scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal costo iniziale; contano anche esame, convalida, traduzioni, annualità e capacità reale di far valere il titolo.
Per un inquadramento parallelo dei percorsi è utile l’approfondimento dello Studio su come brevettare un’idea e usare l’anno di priorità. La guida dell’ecosistema sulla tutela internazionale di marchi e brevetti Made in Italy collega invece la scelta territoriale ai mercati di esportazione.
Nel budget vanno considerate anche le spese successive. Il video dello Studio sui costi di registrazione di un brevetto offre un’introduzione pratica; gli importi citati nel video vanno sempre verificati alla data dell’incarico e rispetto al percorso internazionale scelto.
Cosa succede se i 12 mesi sono scaduti?
La risposta richiede prudenza. Nel sistema PCT può esistere, in circostanze limitate, una procedura di ripristino quando la domanda internazionale è depositata entro due mesi dalla scadenza e sono soddisfatti i criteri applicati dall’ufficio ricevente. La Regola 26bis PCT sul ripristino della priorità disciplina questa possibilità.
Non è una proroga automatica. Criteri, prove, tasse ed effetti davanti agli uffici designati possono variare. Superato il termine, occorre quindi verificare immediatamente il fascicolo, le divulgazioni intervenute e i territori ancora perseguibili. Presentare una domanda tardiva senza valutare la perdita di priorità può creare una falsa impressione di continuità.

Errori da evitare
- considerare i dodici mesi come una garanzia di protezione mondiale;
- depositare una prima domanda incompleta contando di correggerla più avanti;
- aggiungere materia nuova e attribuirle automaticamente la prima data;
- trasferire la domanda senza coordinare il diritto di priorità;
- scegliere i Paesi solo in base al fatturato attuale;
- ignorare produttori, licenziatari, investitori e mercati futuri;
- arrivare alla scadenza senza testi, procure e budget approvati;
- confondere il termine di priorità con la successiva entrata nelle fasi nazionali PCT.
Domande frequenti
Il brevetto italiano protegge automaticamente anche all’estero?
No. Il brevetto è territoriale. Il primo deposito può fondare la priorità, ma occorrono ulteriori domande o procedure per ottenere tutela in altri territori.
Posso aggiungere miglioramenti nella domanda PCT?
È possibile inserire contenuti ulteriori, ma la priorità iniziale copre soltanto la materia supportata dalla prima domanda. Le aggiunte devono essere analizzate per stabilire la loro data rilevante.
Devo aspettare il rapporto di ricerca prima di decidere?
Il rapporto è molto utile, ma la scadenza di priorità resta autonoma. Se il rapporto tarda, la decisione internazionale deve comunque essere preparata entro il termine.
Il PCT concede altri 18 mesi?
Il PCT consente normalmente di rinviare l’ingresso nelle fasi nazionali o regionali fino a 30 o 31 mesi dalla priorità, a seconda del territorio. Non estende il periodo iniziale di dodici mesi per presentare la domanda PCT rivendicando la priorità.
Si può recuperare una priorità scaduta?
In alcuni casi limitati può essere richiesto il ripristino, ma non è automatico e gli effetti possono variare tra gli uffici. Serve una verifica urgente e specifica.
Checklist prima della scadenza
- confermare data esatta e domanda prioritaria;
- verificare titolare, inventori e trasferimenti;
- confrontare prima domanda e testo da estendere;
- identificare materia nuova e depositi ulteriori;
- scegliere percorso europeo, PCT o nazionale;
- approvare territori, costi e calendario;
- ottenere documento di priorità o codice DAS;
- chiudere testi e istruzioni con anticipo;
- mantenere traccia delle divulgazioni e delle trattative;
- programmare le successive scadenze nazionali e annualità.
Pianificare l’estensione senza perdere la priorità
L’anno di priorità è uno spazio decisionale, non un periodo di inattività. Serve per trasformare una prima domanda in una strategia: verificare la tecnologia, chiarire la titolarità, raccogliere dati, selezionare i mercati e sostenere costi coerenti con il progetto.
CTA: per controllare la scadenza, confrontare i testi e scegliere tra domanda europea, PCT e depositi nazionali, puoi richiedere una consulenza sulla priorità e sull’estensione internazionale del brevetto.
Le informazioni sono generali e aggiornate all’8 ottobre 2026. Termini, requisiti e strategie devono essere verificati sul singolo fascicolo e per gli uffici interessati.