
Aggiornato al 9 ottobre 2026 — Avv. Carmine Coviello.
Risposta sintetica: una domanda divisionale di brevetto europeo consente di separare da una domanda “madre” ancora pendente uno o più nuclei inventivi già contenuti nei documenti originari. Se rispetta i requisiti, conserva la data di deposito e l’eventuale priorità della domanda precedente. Non può però aggiungere nuova materia: ciò che si vuole proteggere deve essere ricavabile, in modo diretto e non ambiguo, dalla domanda originaria. È uno strumento utile quando l’EPO contesta la mancanza di unità dell’invenzione, quando occorre perseguire rivendicazioni differenti o quando una tecnologia comprende componenti commerciali autonome.
La domanda divisionale non è una scorciatoia per correggere una descrizione incompleta. È una nuova pratica brevettuale, con proprie rivendicazioni, tasse, ricerca ed esame, collegata proceduralmente alla domanda madre. La decisione deve quindi nascere da una verifica tecnica e legale del fascicolo, non soltanto dall’interesse commerciale per una variante emersa dopo il deposito.
Che cos’è una domanda divisionale di brevetto europeo?
La domanda divisionale europea deriva da una precedente domanda di brevetto europeo, detta comunemente domanda madre o parent application. La base normativa è l’articolo 76 della Convenzione sul brevetto europeo, integrato dalla Regola 36 EPC sulle domande divisionali.
La regola centrale è duplice: la domanda madre deve essere ancora pendente e la divisionale non deve estendersi oltre il contenuto della domanda originaria come depositata. Quando questi presupposti sono rispettati, la divisionale è considerata depositata alla data della domanda madre e beneficia del relativo diritto di priorità per la materia effettivamente supportata.
Questo effetto è prezioso. Permette di proseguire la tutela su un diverso gruppo di rivendicazioni senza perdere la data rilevante rispetto allo stato della tecnica. Non significa, tuttavia, che ogni formulazione successiva sia ammessa: l’EPO verifica con rigore se il nuovo oggetto fosse realmente presente nella disclosure iniziale.
Quando può essere utile depositare una divisionale?
| Situazione | Perché valutare la divisionale | Controllo decisivo |
|---|---|---|
| Mancanza di unità | L’esaminatore ritiene che la domanda comprenda più invenzioni | Separare i gruppi senza aggiungere materia |
| Più categorie di tutela | Prodotto, procedimento, impianto o uso hanno valore autonomo | Supporto originario per ciascuna categoria |
| Rivendicazioni non perseguite | La domanda madre procede su un set ristretto | Verificare cosa resta pendente e difendibile |
| Strategia commerciale | Una piattaforma tecnologica genera linee di business distinte | Confrontare valore atteso e costi del nuovo fascicolo |
| Licenza o investimento | Un asset separato può facilitare negoziazione e due diligence | Definire perimetro, titolarità e sovrapposizioni |
Il caso più noto è l’obiezione di mancanza di unità. Una domanda può descrivere più soluzioni collegate, ma l’ufficio può ritenere che non condividano un unico concetto inventivo generale. La divisionale permette allora di perseguire separatamente la materia esclusa o non esaminata.
La scelta può anche essere volontaria. Un’impresa potrebbe voler mantenere nella domanda madre le rivendicazioni sul dispositivo e trasferire in una divisionale quelle relative a un procedimento di controllo. Prima di decidere, è utile rileggere la guida sui requisiti della descrizione brevettuale e l’approfondimento su struttura e modifiche delle rivendicazioni: la possibilità di dividere dipende dalla qualità della disclosure originaria.

Quali requisiti devono essere controllati prima del deposito?
1. La domanda madre deve essere pendente
Secondo le Linee guida EPO 2026 sulle domande divisionali, la divisionale può essere presentata con riferimento a una domanda europea precedente ancora pendente. Lo stato del fascicolo deve essere verificato prima dell’invio: una strategia costruita quando la domanda madre non è più pendente può non essere praticabile.
2. Non è ammessa nuova materia
La divisionale non può trasformare un’intuizione successiva in materia retroattivamente protetta. Ogni elemento rivendicato deve trovare base nella descrizione, nelle rivendicazioni o nei disegni della domanda madre come originariamente depositata. Il test non consiste nel chiedersi se l’aggiunta sia “coerente” con l’invenzione, ma se il tecnico del settore potesse ricavarla direttamente e senza ambiguità dalla disclosure iniziale.
Per questo la fase di redazione iniziale resta determinante. Un testo troppo essenziale può impedire, anni dopo, di isolare una variante commercialmente importante. La divisionale valorizza ciò che era stato correttamente descritto; non colma ciò che mancava.
3. Occorrono documenti e pagamenti propri
La divisionale è una domanda distinta. La guida EPO sul deposito della divisionale precisa che deve essere presentata direttamente all’EPO. La Regola 36 disciplina anche lingua, tassa di deposito e tassa di ricerca. I termini e gli importi applicabili devono essere controllati sul tariffario EPO vigente al momento dell’operazione, evitando di basarsi su preventivi o guide non aggiornate.
4. La catena di titolarità deve essere coerente
Se nel frattempo la domanda madre è stata ceduta, concessa in licenza, apportata a una società o coinvolta in un’operazione straordinaria, occorre ricostruire chi abbia titolo a presentare e gestire la divisionale. Nei progetti con più soggetti è utile coordinare la pratica con un accordo di co-sviluppo che disciplini titolarità e risultati IP.
Domanda divisionale e priorità: che cosa si conserva davvero?
La divisionale può conservare la data di deposito della domanda madre e il beneficio della priorità, ma soltanto per l’oggetto correttamente contenuto nella domanda precedente. La priorità non si trasferisce in modo astratto a qualunque nuova rivendicazione.
È quindi necessario mappare ogni caratteristica rivendicata rispetto ai documenti originari. Questa verifica è particolarmente importante quando la domanda madre rivendica una priorità nazionale o quando sono intervenute pubblicazioni, vendite, dimostrazioni o domande concorrenti. Per comprendere la funzione temporale della priorità si può consultare l’analisi sui dodici mesi per estendere la protezione all’estero.
La disciplina internazionale conferma la logica della conservazione della data: l’articolo 4G della Convenzione di Parigi prevede che, quando l’esame rileva più invenzioni, l’interessato possa dividere la domanda conservando la data iniziale e il beneficio della priorità, secondo le condizioni applicabili.

Quali errori rendono debole o inammissibile la strategia?
- Aspettare troppo: la domanda madre potrebbe non essere più pendente quando si decide di separare la materia.
- Trattare la divisionale come un aggiornamento tecnico: caratteristiche sviluppate dopo il deposito non acquistano automaticamente la vecchia data.
- Copiare l’intera domanda senza una strategia: aumenta costi e complessità senza creare un perimetro utile.
- Separare rivendicazioni prive di valore commerciale: la brevettabilità deve dialogare con prodotto, mercati e possibili licenziatari.
- Ignorare la ricerca di anteriorità: una rivendicazione formalmente supportata può comunque non essere nuova o inventiva.
- Trascurare titolarità e contratti: una divisionale interessante per investitori può diventare problematica se la catena dei diritti non è documentata.
Prima di sostenere un nuovo ciclo di costi, conviene integrare l’analisi con una ricerca di anteriorità mirata al nuovo set di rivendicazioni. Se la strategia comprende più Paesi, occorre inoltre coordinare la divisionale europea con l’eventuale percorso internazionale PCT e con le fasi nazionali già avviate.
Come decidere se la domanda divisionale conviene economicamente?
La decisione non dovrebbe dipendere soltanto dalla possibilità procedurale. Una domanda divisionale genera un fascicolo autonomo e richiede budget per deposito, ricerca, esame, traduzioni, consulenza e mantenimento. La domanda corretta è: il perimetro che si vuole isolare protegge un prodotto, una funzionalità, una licenza o una barriera competitiva sufficientemente rilevante?
Un’analisi pratica considera almeno cinque variabili:
- valore commerciale della tecnologia separata;
- probabilità di ottenere rivendicazioni difendibili;
- territori nei quali la protezione serve davvero;
- presenza di concorrenti o partner interessati;
- costo totale previsto fino alla concessione e al mantenimento.
La divisionale può risultare strategica quando permette di costruire portafogli modulari: un brevetto per il prodotto principale, uno per il controllo, uno per un’applicazione industriale. Questa struttura può facilitare licenze selettive e operazioni di investimento, ma richiede coerenza. L’assistenza legale nella strategia brevettuale è utile proprio quando procedimento EPO, titolarità e obiettivi di business devono essere letti insieme.

Checklist prima di presentare una divisionale europea
- La domanda madre risulta ancora pendente?
- Ogni caratteristica del nuovo set di rivendicazioni è supportata dai documenti originari?
- La divisionale risponde a un’obiezione di unità o a una precisa scelta strategica?
- Sono state verificate novità e attività inventiva sul nuovo perimetro?
- La titolarità è aggiornata e coerente con cessioni, licenze e contratti di ricerca?
- Sono stati stimati costi EPO, consulenza, traduzioni e mantenimento?
- Il fascicolo separato protegge un mercato, un prodotto o una licenza identificabili?
- La scelta è coordinata con priorità, PCT, fasi nazionali e possibili divulgazioni?
Domande frequenti sulla domanda divisionale
La domanda divisionale conserva sempre la data della domanda madre?
La conserva per la materia che non si estende oltre il contenuto della domanda originaria. Se una rivendicazione introduce elementi senza adeguato supporto, non basta chiamare la pratica “divisionale” per ottenere la vecchia data.
Si può depositare una divisionale dopo la concessione del brevetto madre?
Il requisito essenziale è che la precedente domanda europea sia ancora pendente al momento del deposito. Perciò lo stato procedurale deve essere controllato prima che la pratica madre cessi di essere pendente.
La divisionale serve soltanto quando l’EPO contesta la mancanza di unità?
No. Può essere valutata anche volontariamente per perseguire materia già descritta ma non più centrale nella domanda madre. La scelta deve però avere una base tecnica e un obiettivo industriale concreto.
È possibile aggiungere una variante sviluppata dopo il primo deposito?
Non come nuova materia nella divisionale. Una variante successiva può richiedere una nuova domanda con una propria data, da coordinare con la famiglia brevettuale esistente e con le eventuali divulgazioni intervenute.
Domanda madre e divisionale possono avere rivendicazioni simili?
Possono avere contenuti collegati, ma sovrapposizioni, doppia protezione e coerenza dei perimetri devono essere esaminate caso per caso. Una duplicazione priva di strategia aumenta costi e rischi procedurali.
Valutare la divisionale prima che la finestra si chiuda
Una domanda divisionale può recuperare valore da materia già depositata e trasformare una singola domanda in un portafoglio più coerente con prodotti, mercati e licenze. Il vantaggio esiste soltanto se la domanda madre è ancora pendente, il supporto originario è solido e il nuovo perimetro risponde a un interesse economico verificabile.
Per una verifica della domanda madre, del supporto documentale e della strategia EPO, è possibile richiedere una valutazione sulla domanda divisionale di brevetto.
Questo approfondimento ha finalità informativa e non sostituisce l’analisi del fascicolo e delle circostanze specifiche.