L’esame preliminare internazionale PCT, detto Capitolo II, è una procedura facoltativa per discutere argomenti e modifiche prima delle fasi nazionali o regionali. Produce un parere preliminare non vincolante: non concede un brevetto mondiale. Conviene valutarlo partendo dalle obiezioni ricevute, dalla protezione ancora utile all’impresa e dai termini del fascicolo.

Dopo il deposito internazionale, l’arrivo del rapporto di ricerca e dell’opinione scritta può cambiare il progetto. L’impresa deve capire se la tutela richiesta è ancora sostenibile, se restringerla e dove investire. Il Capitolo II è uno strumento possibile per questa fase, non un passaggio da acquistare automaticamente perché già previsto nel budget iniziale.
Questa guida riguarda la decisione sull’esame preliminare e la preparazione della richiesta, comunemente chiamata demand. Per il quadro complessivo rimane disponibile l’approfondimento sul brevetto internazionale PCT: fasi, scadenze e costi. Qui il punto è scegliere come affrontare un fascicolo già avviato.
Cosa si ottiene dall’esame preliminare internazionale
L’articolo 33 PCT sull’esame preliminare internazionale indica l’oggetto del parere: novità, attività inventiva e applicabilità industriale dell’invenzione rivendicata. La sua natura preliminare e non vincolante va tenuta distinta dalle successive decisioni degli uffici nazionali o regionali.
Per l’impresa, l’utilità concreta può consistere nel mettere alla prova una linea di risposta prima di impegnare ulteriori risorse. Questo non significa che un parere favorevole renda superflue le verifiche nei mercati di interesse. Anche nella documentazione destinata a investitori o licenziatari, lo stato della domanda va descritto con precisione.
Il primo lavoro è leggere insieme rapporto e opinione, senza ridurre tutto al numero dei documenti citati. La guida al rapporto di ricerca: documenti X, Y, A e opinione scritta aiuta a impostare questa lettura. Serve poi collegare ogni obiezione alla rivendicazione interessata e alla risposta tecnicamente possibile.
Quando può avere senso chiedere il Capitolo II
Una decisione ragionata confronta il problema tecnico-giuridico con l’obiettivo commerciale. Se l’obiezione può essere affrontata con argomentazioni solide o modifiche supportate, l’esame merita una valutazione. Se invece il perimetro difendibile non copre più il prodotto rilevante, migliorare formalmente il fascicolo potrebbe non essere la priorità dell’impresa.
| Situazione da esaminare | Domanda operativa | Materiale necessario |
|---|---|---|
| Obiezione su una rivendicazione centrale | Quale differenza tecnica può sostenere la risposta? | Rapporto, documento citato e testo depositato |
| Possibile limitazione della tutela | La versione ristretta conserva utilità commerciale? | Mappa tra caratteristiche del prodotto e rivendicazioni |
| Espansione in più mercati | Quali costi successivi si vogliono valutare meglio? | Mercati prioritari e budget delle fasi nazionali |
| Trattativa con un partner | Quale informazione del fascicolo serve alla decisione? | Stato della domanda e questioni ancora aperte |
La tabella è uno strumento di lavoro, non un elenco di casi in cui l’esame assicura un vantaggio. Il confronto dovrebbe includere anche l’alternativa di proseguire direttamente nelle fasi selezionate, senza promettere risparmi o esiti che dipendono da contenuti e ordinamenti differenti.

Il termine della demand: confrontare due date
La regola 54bis PCT sul termine per chiedere l’esame stabilisce che si applica il termine che scade più tardi fra: (a) tre mesi dalla trasmissione al richiedente del rapporto di ricerca internazionale — o della dichiarazione prevista dall’articolo 17(2)(a) — e dell’opinione scritta; (b) ventidue mesi dalla data di priorità. Una richiesta oltre il termine applicabile è considerata non presentata.
Non è quindi corretto scrivere nel calendario soltanto “ventidue mesi” senza controllare le comunicazioni ricevute. Conservare il documento di trasmissione e distinguere la sua data da quella in cui il reparto aziendale ha inoltrato la mail al consulente. Un errore nell’origine del conteggio può propagarsi a tutti i promemoria successivi.
Il termine della richiesta non va confuso con quello per entrare nelle fasi nazionali. La Guida WIPO del richiedente PCT, capitolo 10 segnala anche i casi particolari in cui, per ottenere specifici effetti sul rinvio della fase nazionale, assume rilievo il termine di diciannove mesi. Il controllo deve quindi partire dagli uffici effettivamente interessati, senza usare il Capitolo II come proroga universale.
Quale autorità può svolgere l’esame
Prima del deposito della demand occorre identificare l’International Preliminary Examining Authority, o IPEA, competente. Non è una scelta libera tra tutti gli uffici del mondo. Le direttive EPO 2026 sulla competenza come IPEA collegano la competenza dell’EPO all’ufficio ricevente e pongono condizioni anche sull’autorità che ha eseguito la ricerca internazionale.
Nella scheda iniziale annotare ufficio ricevente, autorità di ricerca, lingua e dati del richiedente, poi verificare le opzioni realmente disponibili. Non dare per scontato che la preferenza per una futura fase europea basti a rendere competente l’EPO per ogni domanda PCT.
È utile anche distinguere i ruoli degli uffici nel percorso: ricevere una domanda, svolgere una ricerca ed effettuare l’esame preliminare sono funzioni diverse. L’approfondimento dello Studio su ufficio nazionale brevetti e interlocutori del deposito italiano offre il contesto iniziale; per la demand restano determinanti le regole specifiche della procedura internazionale.
Modificare la domanda senza introdurre nuovo contenuto
L’articolo 34 PCT sulla procedura davanti all’IPEA consente, nei limiti previsti, modifiche a rivendicazioni, descrizione e disegni e il confronto con l’autorità. Le modifiche non possono oltrepassare la divulgazione della domanda internazionale come depositata.
Per ogni proposta, preparare una tabella di corrispondenza con i passaggi iniziali che la sostengono. Un miglioramento sviluppato dal team dopo il deposito non diventa automaticamente parte del fascicolo originario. La distinzione va chiarita prima di usare materiale tecnico nuovo per rispondere a un’obiezione.

Le rivendicazioni del brevetto e il controllo delle modifiche sono il punto di raccordo tra risposta giuridica e prodotto. È utile far verificare al responsabile tecnico se una limitazione esclude proprio la variante che l’impresa intende commercializzare. Una formulazione più facile da difendere ma scollegata dal progetto industriale può avere utilità ridotta.
La nota pratica WIPO di febbraio 2026 sulle modifiche dopo la demand raccomanda di presentare modifiche e argomenti insieme alla richiesta, ove possibile, e chiarisce la gestione del caso in cui non siano pronti. Non va interpretata come disponibilità illimitata di tempo: materiali ricevuti quando la redazione del parere o del rapporto è già iniziata possono non essere considerati.
Preventivo e fascicolo: cosa tenere separato
Nel preventivo distinguere tasse della procedura e attività professionale. La regola 57 PCT disciplina la handling fee; la regola 58 PCT riguarda la tassa per l’esame preliminare, fissata dall’autorità che lo svolge. Importi, valuta, eventuali riduzioni e scadenze di pagamento vanno verificati sul caso, senza riciclare una cifra riferita a un’altra autorità o a un anno precedente.
Per il lavoro professionale, chiedere che siano chiariti analisi delle obiezioni, redazione delle modifiche, eventuali traduzioni e gestione delle comunicazioni. Tenere separato il budget per i successivi ingressi nazionali o regionali. La guida dello Studio alla domanda internazionale PCT e pianificazione del percorso aiuta a collocare la decisione nel progetto complessivo.
Nel fascicolo conservare testo depositato, rapporto, opinione scritta, comunicazioni di trasmissione, versioni presentate e ricevute. Attribuire nomi chiari ai file e mantenere una cronologia delle istruzioni. La ricevuta del deposito non prova da sola che una modifica sia stata esaminata o accolta.
Domande frequenti
Il Capitolo II PCT è obbligatorio?
No, è una scelta facoltativa. La decisione dovrebbe collegare il contenuto del rapporto di ricerca alle modifiche o argomentazioni che si vogliono sottoporre all’autorità. Non è sufficiente dire che l’impresa desidera “un brevetto più forte”: occorre chiarire quale problema del fascicolo si intende affrontare.
Un rapporto favorevole garantisce la concessione nei Paesi scelti?
No. Il parere preliminare non vincola gli uffici nazionali o regionali. Nel presentarlo a soci, investitori o partner, indicare la versione delle rivendicazioni esaminata e le eventuali questioni rimaste aperte, evitando espressioni come “brevetto mondiale approvato”.
Posso aggiungere una caratteristica inventata dopo il deposito?
La procedura non serve a introdurre nuovo contenuto oltre quanto divulgato nella domanda depositata. Prima di usare una soluzione sviluppata successivamente come risposta a un’obiezione, va verificato se ha un fondamento nel testo iniziale oppure richiede una strategia di deposito distinta.
Chiedere l’esame mi dà automaticamente più tempo per entrare nelle fasi nazionali?
Non va assunto. Il calendario delle fasi nazionali o regionali deve essere verificato separatamente per gli uffici interessati. La richiesta di esame non dovrebbe essere usata come generica proroga di ogni scadenza del portafoglio.
Cosa inviare allo Studio per una prima valutazione?
Numero della domanda PCT, testo depositato, rapporto di ricerca, opinione scritta e relative comunicazioni di trasmissione. Aggiungere le modifiche già presentate, i mercati prioritari e le scadenze conosciute. Indicare anche quali funzioni del prodotto devono rimanere coperte dopo eventuali limitazioni.
Valutare il Capitolo II sul fascicolo concreto
Se hai ricevuto il rapporto di ricerca e devi decidere come proseguire, raccogli la domanda, l’opinione scritta e le comunicazioni con le date rilevanti. Puoi richiedere una consulenza sulla domanda PCT e sulla strategia brevettuale per definire le verifiche, le possibili risposte e le attività da preventivare. La scelta deve tenere insieme tutela sostenibile, mercati e risorse disponibili, senza garanzie preventive di concessione.